Medio: itinerario Val Lasties

Dalla zona del Pian Schiavanéis al Rifugio Boè.

Salendo da Canazei al Passo di Sella, poco dopo il bivio con la diramazione per il Passo Pordoi, si apre a lato della strada un'incantevole radura dove sorgono lo storico Rifugio Monti Pallidi e il Rifugio Schiavanéis. Pian Schiavanéis, a un'altitudine di 1850 metri, è luogo tra i più fotografati delle Dolomiti. Obbligato punto di sosta, tanto sono invitanti e spettacolari gli scorci sui due grandi blocchi del Gruppo di Sella: il Piz Ciavàzes a sinistra e il Sass Pordoi a destra. Tra queste due fortezze naturali, anch'essa naturale e per di più docile, sale la larga Val Lasties. Tutti lo sanno, pochi ci vanno. Perché?
? Non si sa.
Dallo spiazzo sì prende subito il sentiero n. 647 che sale nella bassa macchia sino alla prima scarpata rocciosa che costituisce uno dei tanti scalini, più larghi che alti, in cui digrada la valle. La traccia porta verso destra, prossima ai neri e micidiali paretoni del Sass Pordoi, scavalca un torrente e, con qualche zig zag sui nudi pendii, entra nel fondo del vallone che s'adagia nel magnifico Pian del Siella (m 2292).

La Torre del Siella, grandiosa e misteriosa, domina e sorveglia. Sino a qua, si può prendere anche un altro bel sentierino che si stacca più avanti, sulla strada per il Passo di Sella, proprio là dove un deciso tornante più si avvicina all'estremo spigolo destro del Piz Ciavàzes, sotto la famosa via di Abram; quest'altra traccia taglia lo zoccolo del Piz Lasties e, all'inizio dell'estate, prevede l'attraversamento un po' avventuroso, ma affascinante, delle acque copiose di un torrente di sgelo. Dal Pian del Siella si procede lungo un desolato ripiano e si attacca un secondo gradino che conduce al Pian de Roces (m 2472). L'ambiente è selvaggio, grande, silenzioso: verso sera s'intravvedono i camosci riposarsi con calma sulle balze erbose prossime alla Torre di Roces. Dal Pian de Roces s'infila verso nord un vallon-cello di neve o roccette. Il sentiero svolta ancora ripetutamente senza alcuna difficoltà e perviene a una piccola e più alta conca. Si continua a destra per comode roccette articolate sino ad uscire, lentamente, sull'altopiano, dove s'interseca la pista proveniente dalle Mèsules e dal Rifugio Pisciadù. Si seguono le numerose segnalazioni che portano verso destra, sorpassano la Forcella dell'Anter-sass (m 2830) e il piacevole dosso del-l'Antersass (m 2906, improvviso colpo d'occhio sulla vicina Torre Berger e sull'impressionante Val de Mesdì), per giungere infine ai lastroni di neve o detriti sui quali sorge il Rifugio Boè (m 2871, ore 2,45).
Dal rifugio è possibile salire in un'oretta a quel che resta della cima del Piz Boè (m 3151, facile). Oppure si può traversare in lungo e in largo (ma senza allontanarsi dai sentieri!) l'altopiano superiore del Sella, raggiungendo altri rifugi o la stazione superiore della funivia Passo Pordoi-Sass Pordoi. La cosa migliore, alla fine, è di ritornare lungo il medesimo itinerario di salita. La Val Lasties, nel tardo pomeriggio, non è avara di luci, sentimenti e oramai rari silenzi alpini.