La "Operazione Boè"

Il rifugio Boè, che sorge a 2873 m, è una vecchia costruzione che, specialmente dopo l'impianto funiviario che dal passo Pcrdoi porta a Sass Pcrdoi senza alcuna fatica, ha notevolmente aumentata la sua clientela. E clientela per di più non completamente alpinistica. Da anni la Direzione della SAT pensava a renderlo più efficiente, ma solo un tre anni fa la cosa prese concretezza, commissionando ad una Ditta valdostana specializzata, un prefabbricato da aggiungersi alla vecchia costruzione in modo da ricavare una sala di 70 mq e dei servizi. Il materiale fu trasportato fino al Sass Pordoi dove giacque inutilizzato per ben due anni, nella impossibilità di trovare mezzi atti al trasporto. Bisognò ricorrere alla buona volontà dei soci ed ecco allora il V. Pres. Rag. Smadelli di sua iniziativa invitare 21 Sezioni a voler inviare sul posto qualche socio che si prestasse al trasporto del pesante e scomodo materiale. Ad eccezione di un paio impossibilitate a intervenire, le altre risposero tutte, con un complessivo di ben 138 uomini. In testa la SOSAT, quindi Fondo e Borgo con oltre 20 uomini; con oltre 10 Mezzocorona e Caldonazzo; con numero inferiore Mezzo­lombardo, Pressano, Lavis, S. Michele, Levico, Alta Val di Sole, Rovereto, Centa, Trento, Mattarello, Cembra, Mori, Riva, Primiero, Pergine.
Se ce ne fosse bisogno, ciò dimostra ancora una volta la vitalità di questa nostra SAT che da oltre novant'anni opera per il bene dell'alpinismo non solo, ma anche del turismo della nostra provincia. Associazione che, come tutti sanno, vive in condizioni economiche non certo floride, sostenuta soltanto dalla forza degli ideali ereditati dai pionieri ed aiutata da chi di dovere non certo in rapporto all'opera disinteressata e continua che essa attua nella nostra terra.
Dobbiamo anche segnalare, che una compagnia d'alpini, gratuitamente ospitata per ben due giorni dal sig. Madao nel rifugio Savoia di Passo Pordoi, s'era prestata antecedentemente  al  trasporto  di  parte  del  materiale,  e  che  anche  altre  autorità  militari  avevano  fatto  il possibile per agevolare il trasporto con elicotteri, cosa questa che venne sempre ostacolata dal maltempo e da altri impegni.
Fu così che la maggior parte del materiale venne portato su un sentiero coperto da neve, coperto da vetrato sulle roccette, venne trasportato a spalla per un'ora e mezza di strada e molti fecero anche più d'un viaggio, dimostrando così il loro attaccamento alla vec­chia Società.
L'« operazione Boè » s'era svolta il 28 agosto. Qualche giorno dopo gli elicotteri del Corpo d'Armata di Bolzano, con perizia encomiabile, dato ancha il fbrte vento, completavano il trasporto di tutto il rimanente materiale. Così un altr'anno anche il Boè potrà essere defini­tivamente  sistemato.